...caldo, freddo, chupa-chupa. piedi. acqua. Contesti, dialoghi. music. expression. lingua. Lunga.
Caldo su, molto piu che giu, non succede mai in montagna allora non mi sono messo una giacca - ma arrivato al mercato in valle c’erano solo 9 gradi. Bello freddo. Non lo potevo sapere. E non sapevo, nel senso che non era nel mio ‘awareness’, non era presente, ma ...come dire... allora il pane di champaigne che ho comprato in quel freddo sentito mi ha sembrato un football americano invece di un invito a un pic-nic vicino un laghetto, (assurdamente bello, un respiro senza tempo, aquqa chiara, la valle del rodano in la, le montagna dall'altra parte.) Perche giocavo a football americano anni ed anni fa. Nel freddo tipo oggi in valle.
Forse per quel voglio di giocare- si dice come un bambino ma... che significa?- ho anche messo 2 franchi in un distributore senza guardare cosa avrebbe uscito. E uscito un altra palla, dimensione tipo un baseball ma fatto di plastica. Con dentro un giocattolo-macchinetta... figo. Blue e grigio. Fabricato in cina. E anche una chupa-chupa. Che non sapevo e una marca di lecca-lecca. Ho giocato con il football-pane, la macchina blue e la palla da baseball-contenitore di giocattolo chupa-chupa nel negozio di un amica, e perfino ancora nel ristorante. La chupa chupa ho lasciato per un altro giorno. Una lecca-lecca. Non si sa mai.
Il piede. Il plantar in basso. Non va ancora dopo 3 settimane e mezzo. Meno dolorante di prima, (la mattina appena svegliato era una sensazione pesantina. Non sono sicuro da dove partiva, dal piede, dalla testa, ma in qualsiasi caso fermava e restava, quella... mancanza, sullo stomaco, un po’ anche sulle mani, come se ci fosse la squadra nuova zelandese di rugby pranzando sopra. cingiale. E birra,) ma non guarisce del tutto. Un dolore vero, forse anche metaforica - dipende tanto su chi leggera ste' parole quanto chi le scrive. Non so quando o se o come sara nel futuro, il piede. Dovro cambiare come ballo, il modo di esprimere tramite il corpo, indossare sempre le scarpe per rinforzarmi, il piede, un po come un armatura. Qualcosa pero bisogno fare. Perche fa anche male restare fermo per tutto sto’ tempo. (mi sting’a mettere su una certa panza.) Insomma, circostanza del cavolo dove c’e un tipo di male se non uso il piede ma un altro se provo di usarlo. With or without. Mi manca quel piede, quella sensazione di integrita. Ma probabilmente sara difficle avere fiducia, nel piede, in me stesso mentre ballo... mi fa paura adesso. Saro cauto. Non si sa mai.
Ma stasera potro mettero giu qualche parola dopo una pausa tanto lungo. Colpa dell’acqua nel palazzo di casa, ovvero perche non c’era una settimana fa. (Era bloccata – l'edificio e stato disegnato un po’ strano, cosi per chiudere l’acqua in un appartamento c’e bisgno di chiuderla in tutto il condominio. In genere avvisano ma quella volta no.) Cosi, dato che avevo lasciato piatti sporchi in cucina e non avevo fatto una doccia il giorno primo, ho atteso che la riattaccasero prima di uscire. E cosi... ho sceso molto piu tardi del solito al mercato, e cosi ...ancora di piu, tutto la routine del venerdi e cambiato e cosi e cosi, forse, tornato su dal valle... la posizione della mia scrivania che non ho mai sopportato - ho finalmente deciso di cambiare. La fine della frase, l'arrivo del 'cosi'. Per l'acqua mancante ho cambiato un contesto.
Era chiuso sulla destra, la scrivania. Non so perche ma non la sopporto, la chiusura a destra. Neccesito l’apertura su quel lato, la destra. E cosi... l'ho creato cambiando la posizione. Una volta fatto, e successo una cosa strana: dopo un tempo lunghissimo senza leggere nel senso lungo, quel piacere di asornbiere tramite parole e ritmi di frase (per un bel po' non riuscivo) ho cominciato a leggere - lungo - un romanzo. Non potevo saperlo prima. E mi sento molto meglio oggi seduto qui, tornato dopo un breve salto altrove, tramite le parole, seduto qui. La sento mio, questa zona studio-scrivania, ovvero adesso e uno spazio... dove riesco a stare. Forse e rilevante anche ... alla musica. Musica e lingua. Non si sa mai.
Sono rimasto ad ascoltare, senza intervenire. (Venerdi, tardi, e di recente sono di umore tragico, sempre al disaggio o conflitto con me stesso. Non so se e il piede o altro. Dipende tanto su chi legge queste parole quanto chi....) L’ americano non poteva sapere l’ironia sia in cose che in come l’ha detto. Sua testa ha girato sinistra-destra, gesticolava con tutti e due le mani mentre lo diceva. Parlava senza esitare in (piu che 'con') una voce normale, posture buono, ovvero probabilmente non si e formato-trovato-sviluppato in un ambiente familiare o socio-economico che restava sulle spalle, per dire. Maschio, come gia detto. Molto presente e molto preso dalla narrativa di se stesso astratto nel presente. Per cui anche la musica, tendenzialmente per lui, deve ridurre largamente ad esse. Ma non e esattamente cosi, mi sa.
Poi c’e sempre altro, altre cose ma quel sapore c’azzeca e c’e sempre. Paragona a Gould, che se puo sentire dicendo - non e un 'parlando' o 'cantando', con quelle mani staccati e testa inficcata come Bartleby o per un italiano, Andreotti - il rifiuto, la determinazione maniacale, e dice ‘no, no beethoven DOVREBBE dire questo, non quello, QUESTO, ‘hm-hm-hm’, lo senti.’ Paragona a Bernemboim, berna… devo google-are..Berenboim, quello che sembra un gnomo adorabile o un bambino-troll, sempre adorabile. Forse meglio il secondo. Il primo richiede di immaginarlo con addosso un capellino buffo, rosso. A punta. Comunque. Quando lui suona LvB va al limite, se lo senti bene, almeno per un ascoltatore come me, di comunicare oltre l’interpretazione, ovvero di fare un ponte dentro un espressione schematicamente improvvisato. Jazz. Anche dentro un delineamento di interpretazione, della musica scritta. Tempi. Non sempre si sa quali.



